Biocarburanti di 2a generazione...


Si chiama miscanthus (Miscanthus sinensis) ed è una graminacea perenne caratterizzata da un ricco sistema di radici e rizomi e da germogli che raggiungono un'altezza variabile dai 3 ai 5 metri. Cresce in Cina ed in America e grazie all'elevato ritmo di accrescimento e alla considerevole capacità produttiva in termini di biomassa areica per unità di superficie, la specie è divenuta oggetto di numerose ricerche atte a verificare la possibilità di una sua utilizzazione industriale quale fonte alternativa di materiale ligneo-cellulosico per impieghi energetici o cartari. Il miscanthus, diffuso naturalmente nell'Asia orientale e importato in Europa una cinquantina di anni fa come pianta ornamentale, si è ben adattato ai climi temperati e risulta resistente alle basse temperature. Infatti i germogli e le foglie possono risultare danneggiati a temperature prossime a 0°C mentre i rizomi se ben sviluppati possono rimanere vitali a temperature inferiori a 0°C anche per un lungo periodo. Il miscanthus può rappresentare il futuro per la produzione dei biocarburanti di seconda generazione in quanto sono piante assai parche per quanto riguarda l'impoverimento del suolo, longeve (secondo la specie) dai quindici ai trent'anni, seminabili praticamente senza oneri aggiuntivi e non bisognose di concimazione o irrigazione.

Il tempo di raccolta, a seconda della specie, è già dal primo anno oppure dal terzo, con l'unica incognita dell'acclimatazione nel tempo visto il progressivo surriscaldamento del suolo alle nostre latitudini. Il bilancio energetico si presenta ancora lontano dall'ottimizzazione, attestandosi attorno al rapporto di uno a dodici nel caso del biodiesel e di uno a due nel caso dell'etanolo; ma i progressi in campo agricolo sono costanti e nulla vieta di immaginare piante OGM finalmente a uso industriale anziché alimentare. Coltivazioni sperimentali dell'erba Miscanthus in Illinois hanno mostrato che la pianta potrebbe essere molto efficace come fonte di energia sostenibile dal punto di vista economico e ambientale. Il professor Steve Long e i suoi colleghi dell'Università dell'Illinois hanno ottenuto un raccolto di circa 60 tonnellate per ettaro dell'erba alta e sottile lo scorso anno. "Se circa l'8 per cento dell'area coltivata (dello stato) fosse coltivata con quest'erba, e prevedendo solo la metà della resa da noi ottenuta, otterremmo abbastanza materiale secco per soddisfare l'intero fabbisogno di elettricità dell'Illinois, compresa la città di Chicago", ha detto durante una conferenza scientifica. Il professor Mike Jones, del Trinity College di Dublino, ha detto che impiantare la coltivazione sul 10% della terra arabile dell'Irlanda porterebbe a coprire fino al 30% dei bisogni energetici del paese". Negli Stati Uniti, gli scienziati stanno studiando un modo per bruciare l'erba in un mix al 50% con carbone per generare elettricità. Il materiale potrebbe bruciare in alcuni degli attuali impianti, altri avrebbero bisogno di modifiche. Secondo gli scienziati la Miscanthus e altre erbe simili potrebbero offrire una strada per ridimensionare in modo significativo l'importanza dei combustibili fossili. La pianta, hanno spiegato ancora, assorbe anidride carbonica dall'aria per crescere. "Quando la si brucia l'erba restituisce quel biossido di carbonio, così l'effetto netto sulla CO2 presente nell'atmosfera è pari a zero", ha detto Long.

Articolo tratto da www.katerpillar.it