UBOLDO AL CENTRO: intervista al candidato Sindaco LORENZO GUZZETTI

Lorenzo Guzzetti ha 25 anni e vive da sempre a Uboldo. È il candidato sindaco della lista civica Uboldo al centro. Si è laureato in Scienze Politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e lavora nel settore dell’informatica, svolgendo contemporaneamente attività giornalistica. Ho infatti diretto per tre anni il periodico comunale di Uboldo, e collabora ora come opinionista e responsabile della sezione politica per la testata telematica FusiOrari (www.fusiorari.org ).
Perchè ha deciso di candidarsi?
“Ho deciso di candidarmi perché ho a cuore il mio paese e i miei concittadini e perché voglio trasmettere la passione che ho per il bene comune anche agli altri. La scelta della lista civica conferma queste intenzioni: un progetto serio e concreto per Uboldo e per gli uboldesi. La mia fortuna è quella di essere da sempre molto partecipe alla vita sociale del paese e, parlando con la gente comune, ho scoperto la delusione per la politica e per i suoi interpreti. Così, insieme a dei cari amici con i quali condivido molte esperienze di vita e la stessa matrice cattolica, abbiamo deciso di provare a proporre un modo nuovo di fare politica. Così nel 2005 è partito il progetto di Uboldo al Centro che fin da subito ha visto allargare il giro di persone. La nostra è una squadra, non ci sono individualismi. Abbiamo valorizzato i talenti di ognuno, e io non sono altro che l’espressione più avanzata di un team unico e splendido che è Uboldo al Centro”.
Uboldo al centro è una lista civica che dà comunque una connotazione politica. come è nata l'idea di correre da soli?
“Noi siamo moderati e ci collochiamo naturalmente al centro. Siamo aperti sempre al dialogo con tutti perché siamo convinti che solo attraverso il dialogo si può crescere insieme e fare qualcosa di bello per la collettività. Vogliamo tutelare l’interesse di tutti, e non solo gli interessi di pochi. Il dialogo è sempre stato aperto con le forze politiche presenti sul territorio che più volte si sono sedute al nostro tavolo. Tuttavia ci siamo sempre resi conto che erano due modi diversi di intendere il “come fare politica”: a noi stava a cuore il bene per il nostro paese, ad altri interessavano i giochi delle poltrone, i numeri, le percentuali. Per questo, alla fine, abbiamo deciso di correre da soli, di investire sulle persone, sugli uomini, di scommettere sul valore unico dell’uomo più che sull’impatto mediatico del simbolo”.
Quali i problemi oggi di Uboldo?
“Oggi Uboldo ha il grosso problema della viabilità che noi intendiamo risolvere con la “Cintura” di Uboldo, che non è altro che una tangenziale che circonderà il nostro paese e che porterà fuori le macchine e i mezzi pesanti, consentendoci di riqualificare la Via IV Novembre oggi sempre intasata e cercando così di essere preparati all’eventualità dello svincolo di Saronno Sud. Vogliamo riportare il paese a respirare, un paese che deve restare a misura d’uomo senza però smettere di espandersi: l’immobilismo di questi ultimi anni è stato imbarazzante e dannoso. Serve invece guardare al futuro con coraggio e ottimismo, serve lo slancio sincero dell’entusiasmo e della passione per il bene comune. Inoltre, vogliamo dare un Polo Sanitario al nostro paese, ripensare il Centro Storico, aiutare le imprese e gli artigiani, e rispondere ai problemi sociali che affliggono molte famiglie oggi anche in Uboldo”.
Quali le soluzioni?
“Per quanto riguarda la viabilità la “Cintura2” è il grande progetto. Poi ci sono tanti interventi nel micro da eseguire: pensiamo alla riqualificazione del Centro Storico, sia a livello viabilistico che estetico, con anche un piano per i parcheggi che ormai sta diventando fondamentale per il nostro paese. Ci sarà da rivedere subito il Piano di governo del territorio, dando la possibilità di edificare anche palazzine di due/tre piani in nuove zone avviando piani di edilizia convenzionata. Il Polo Sanitario sarà l’altro grande progetto. Poi ci sarà la nuova palestra delle scuole da far partire immediatamente, la riqualificazione e l’espansione della zona industriale, collegandola ad Origgio con il tratto di strada che già c’è e che porta facilmente i mezzi pesanti all’entrata per Milano. Per quanto riguarda i servizi sociali vogliamo fare in modo di avvicinarci noi alla gente, andare noi da loro, con l’aiuto anche delle molte associazioni che già si occupano di queste problematiche. Dare servizi sarà fondamentale. E’ la nostra grande sfida”.
La viabilità è un forte problema per tutto il saronnese, come risolvere la situazione?
“Occorre smettere di avere uno sguardo limitato al proprio giardino e iniziare a pensare in grande. La sfida del futuro si gioca tutta qui. Oggi purtroppo viviamo in un delicato passaggio storico e occorre sinergia e comunione di intenti. La classe politica e dirigente finora ha sempre avuto uno sguardo “in micro”, quando invece occorre guardare “in macro” se si vogliono risolvere i problemi. La viabilità è uno di quelli nella nostra area e coinvolge tutti i paesi della nostra zona. Se ognuno pensa per sé non si troveranno mai soluzioni. Occorre invece che i futuri sindaci dei nostri paesi si siedano a un tavolo e dialoghino per trovare soluzioni per il bene di tutti. Io, se avrò la fortuna di vincere, mi adopererò con tutte le mie forze perché questo confronto possa iniziare da subito con i comuni limitrofi”.
L'esclusione di due liste dalla competizione ha creato una situazione a due unica, senza centrodestra e centrosinistra. Cosa pensa di quanto accaduto?
“Mi dispiace per i partiti esclusi e per i loro candidati, ma c’è un regolamento e quello va osservato. A sostegno della nostra buona fede noi non ci siamo presentati al TAR con degli avvocati, a differenza dei nostri concorrenti. Ci siamo affidati alla giustizia che ha fatto il suo corso senza alcuna nostra interferenza. Quello che penso è che sicuramente sarebbe stata una competizione diversa con quattro liste, ma ora ce ne sono due e i cittadini devono fare riferimento a quelle”.
Ha paura di assenteismo al voto dato da questa situazione?
”Sinceramente no perché il cittadino uboldese è intelligente e sa che chi vincerà sarà il suo sindaco e governerà il suo paese per i prossimi anni. Le elezioni non sono un referendum dove l’astensionismo è comunque una risposta; qui c’è in gioco il nostro futuro. Per questo motivo io credo che i cittadini voteranno comunque perché gli uomini passano ma il nostro paese e i nostri cittadini restano e sono ciò che ci deve stare più a cuore. L’Uboldo del domani, dei nostri figli, passerà in maniera decisiva dalle prossime elezioni. Chi non voterà si prenderà la grave responsabilità di aver deciso di non scegliere. E’ giusto che, se qualcuno lo riterrà opportuno, prosegua nell’iter della giustizia; tuttavia dopo il 28 maggio ci sarà un nuovo sindaco che sarà comunque il sindaco di tutti”.
Come convincere gli elettori a votarla?
“Il 27 e 28 maggio Uboldo ha una grande possibilità: cambiar pagina e ricominciare. Ricominciare da un gruppo, da una squadra solida e affiatata che candida un venticinquenne alla carica più importante circondato da persone competenti e capaci con la voglia e l’entusiasmo di mettersi al servizio degli altri. Vogliamo far capire che Uboldo può farcela a cambiare pagina per poi ricominciare insieme. Occorre migliorare la qualità della vita del nostro paese, cercare di unire i cittadini e non dividerli. Servirà che si vada a votare con il cuore per il nostro paese e per i nostri figli, per dargli un futuro migliore, per dire con forza e coraggio che davvero, dal 28 maggio, Uboldo cambia pagina e ricomincia”.