Anna Rita Cattaneo: la mia testimonianza circa l'impegno nel sociale
27/06/07 07:22
E’ stato
certamente il caso che mi ha fatto entrare
attivamente nell’ambiente socio-parrocchiale della
comunità uboldese, in concomitanza con l’insediamento
della precedente amministrazione: ho così avuto modo
in questi ultimi 5 anni di seguire da vicino l’ambito
sociale, congiuntamente all’attività del decaduto
Assessorato ai Servizi Sociali.
L’operare nel Gruppo Parrocchiale Caritas mi ha insegnato ad ascoltare l’altro, prima di me stessa, non restandone indifferente.Quando vivi in una comunità ristretta quale può essere quella familiare, è più facile condividere problemi e bisogni e fai di tutto per risolverli; quando però ti trovi a contatto con l’esterno dove sono gli altri che non conosci a chiederti una mano, non sempre sai se e come affrontare le questioni, perché il problema non è più tuo ma dell’altro.
Le situazioni di disagio che incontro sono varie ed a volte difficili (basti pensare al problema lavoro e casa). Se ne discute insieme all’interno dei gruppi parrocchiali, ma non sempre si trova immediata soluzione: il mio suggerimento spontaneo è stato sempre quello di contattare il Comune: non tanto per delegare loro altra incombenza, ma perché certa di trovare persone in grado di ascoltare, indirizzare e successivamente fornire una possibile e consona risposta.
Il Comune, si sa, è un’istituzione e la solidarietà in ambito sociale rientra tra i suoi doveri quale funzione primaria. Non basta questo e mai bisogna dimenticare che prima del ruolo assistenziale, esiste anche la funzione educativa, di testimonianza alla carità, da parte di organismi pastorali come la Caritas.
Si constata spesso in termini generali una netta divisione di ruoli: assistenzialità da una parte ed ascolto, accoglimento e educazione ai valori cattolici dall’altra; Ente pubblico da una parte e Ente religioso dall’altra, isolati nelle loro competenze.
Per la mia modesta esperienza in questo settore, posso dire che in questi ultimi 5 anni ho invece assistito a rapporti gratuiti ed interdipendenti con l’istituzione pubblica, seppur nella autonomia dei ruoli, con conseguente scambio e accrescimento di valori. Ho riscontrato sensibilità e sostegno da parte delle persone che hanno nel quinquennio i rappresentato l’Assessorato ai Servizi Sociali: il Sindaco Mario Piazza, l’assessore Giovanni Tavecchia, l’assistente sociale e tutti gli impiegati hanno sempre affrontato con dedizione le situazioni che gli sono state prospettate, guardando prima di tutto al bisogno della persona, senza distinzione di razza, di cultura e di fede religiosa.
Ho gradito la loro disponibilità concreta, il loro operare in modo umano, indipendentemente da una carica e da una divisa addivenendo alla soluzione di moltissimi casi, grazie al cuore aperto e alle menti sensibili.
Voglio ringraziare tutta la precedente Amministrazione per aver accolto la richiesta di una sede del Gruppo Parrocchiale in cui collaboro concedendo in comodato temporaneo i locali dell’ex Anagrafe Comunale :gesto che ritengo di estrema e rara sensibilità da parte di un’istituzione.
Nel merito, ringrazio ancora l’ex assessore Giovanni Tavecchia che ha fortemente voluto che ciò avvenisse, conciliando con le altre esigenze comunali: ha seguito da membro l’attività del gruppo Caritas e poi nella sua carica comunale ha continuato a sostenerci dall’esterno con imparzialità consentendo che ad Uboldo la Caritas potesse dopo anni di silenzio riaprire il Centro d’Ascolto e riprendere ad accogliere, ascoltare ed aiutare i bisognosi, immigrati e no.
Al di là di ogni schieramento politico, contano le persone che governano.
Esprimo quindi personali sentimenti di ringraziamento per quanto vissuto, fiduciosa però che la nuova Amministrazione saprà trasmettere altrettanto.
All’amministrazione da poco insediatasi, assessorato ai servizi sociali in particolare, va il mio augurio perché possa affrontare i problemi della nostra comunità con forza e umiltà, certi di trovare in Uboldo persone attive nelle varie associazioni e disponibili come la sottoscritta al reciproco incontro.
Faccio tanti auguri all’amico Assessore ai Servizi sociali Ercole Galli e al suo Assessorato perché guidati dal cuore riescano a dare risposte concrete alle molteplici situazioni di disagio del nostro territorio. Saranno ricompensati dello stesso sorriso trasmesso a chi chiederà loro aiuto.
Anna Rita Cattaneo
L’operare nel Gruppo Parrocchiale Caritas mi ha insegnato ad ascoltare l’altro, prima di me stessa, non restandone indifferente.Quando vivi in una comunità ristretta quale può essere quella familiare, è più facile condividere problemi e bisogni e fai di tutto per risolverli; quando però ti trovi a contatto con l’esterno dove sono gli altri che non conosci a chiederti una mano, non sempre sai se e come affrontare le questioni, perché il problema non è più tuo ma dell’altro.
Le situazioni di disagio che incontro sono varie ed a volte difficili (basti pensare al problema lavoro e casa). Se ne discute insieme all’interno dei gruppi parrocchiali, ma non sempre si trova immediata soluzione: il mio suggerimento spontaneo è stato sempre quello di contattare il Comune: non tanto per delegare loro altra incombenza, ma perché certa di trovare persone in grado di ascoltare, indirizzare e successivamente fornire una possibile e consona risposta.
Il Comune, si sa, è un’istituzione e la solidarietà in ambito sociale rientra tra i suoi doveri quale funzione primaria. Non basta questo e mai bisogna dimenticare che prima del ruolo assistenziale, esiste anche la funzione educativa, di testimonianza alla carità, da parte di organismi pastorali come la Caritas.
Si constata spesso in termini generali una netta divisione di ruoli: assistenzialità da una parte ed ascolto, accoglimento e educazione ai valori cattolici dall’altra; Ente pubblico da una parte e Ente religioso dall’altra, isolati nelle loro competenze.
Per la mia modesta esperienza in questo settore, posso dire che in questi ultimi 5 anni ho invece assistito a rapporti gratuiti ed interdipendenti con l’istituzione pubblica, seppur nella autonomia dei ruoli, con conseguente scambio e accrescimento di valori. Ho riscontrato sensibilità e sostegno da parte delle persone che hanno nel quinquennio i rappresentato l’Assessorato ai Servizi Sociali: il Sindaco Mario Piazza, l’assessore Giovanni Tavecchia, l’assistente sociale e tutti gli impiegati hanno sempre affrontato con dedizione le situazioni che gli sono state prospettate, guardando prima di tutto al bisogno della persona, senza distinzione di razza, di cultura e di fede religiosa.
Ho gradito la loro disponibilità concreta, il loro operare in modo umano, indipendentemente da una carica e da una divisa addivenendo alla soluzione di moltissimi casi, grazie al cuore aperto e alle menti sensibili.
Voglio ringraziare tutta la precedente Amministrazione per aver accolto la richiesta di una sede del Gruppo Parrocchiale in cui collaboro concedendo in comodato temporaneo i locali dell’ex Anagrafe Comunale :gesto che ritengo di estrema e rara sensibilità da parte di un’istituzione.
Nel merito, ringrazio ancora l’ex assessore Giovanni Tavecchia che ha fortemente voluto che ciò avvenisse, conciliando con le altre esigenze comunali: ha seguito da membro l’attività del gruppo Caritas e poi nella sua carica comunale ha continuato a sostenerci dall’esterno con imparzialità consentendo che ad Uboldo la Caritas potesse dopo anni di silenzio riaprire il Centro d’Ascolto e riprendere ad accogliere, ascoltare ed aiutare i bisognosi, immigrati e no.
Al di là di ogni schieramento politico, contano le persone che governano.
Esprimo quindi personali sentimenti di ringraziamento per quanto vissuto, fiduciosa però che la nuova Amministrazione saprà trasmettere altrettanto.
All’amministrazione da poco insediatasi, assessorato ai servizi sociali in particolare, va il mio augurio perché possa affrontare i problemi della nostra comunità con forza e umiltà, certi di trovare in Uboldo persone attive nelle varie associazioni e disponibili come la sottoscritta al reciproco incontro.
Faccio tanti auguri all’amico Assessore ai Servizi sociali Ercole Galli e al suo Assessorato perché guidati dal cuore riescano a dare risposte concrete alle molteplici situazioni di disagio del nostro territorio. Saranno ricompensati dello stesso sorriso trasmesso a chi chiederà loro aiuto.
Anna Rita Cattaneo