Il regresso della scienza!
20/01/08 23:11
Mi rammarica la notizia che il Santo Padre sia stato costretto ad annullare la visita all' Università La Sapienza a Roma.
Dove sta la Sapienza? Più che progresso parlerei di regresso della scienza!! Le reazioni di alcuni sono da bandire!
Le motivazioni avanzate contro il Papa sarebbero che Egli si permetterebbe di parlare di fede e scienza anzichè unicamente di fede.
Anche la lettera scritta presenta il Papa come ostinato nemico di Galileo rimproverandolo di aver ripreso, nella stessa Università, nel 1990, una frase del filosofo della scienza Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto".
Non si sono preoccupati però di leggere per intero e attentamente quel discorso le cui citazioni non venivano usate per imbastire giustificazioni ma a prova di quanto "il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica" . A difesa quindi della razionalità galileiana contro lo scetticismo della cultura postmoderna.
Gli interventi del Santo Padre sull'argomento sono sempre stati di ammirazione per Galileo.
La Chiesa riconosce che l'uomo "con la scienza e la tecnica ha dilatato il suo dominio sulla natura" e che pertanto "molti beni" che un tempo l'uomo si aspettava da forze superiori, oggi se li procura da sè.
Al contempo, il cristianesimo non presuppone un conflitto inevitabile tra la fede soprannaturale e il progresso scientifico. Se pensiamo, per esempio, a come la scienza moderna ha contribuito alla protezione dell’ambiente, al progresso dei Paesi in via di sviluppo, alla lotta contro le epidemie e all’aumento della speranza di vita, appare evidente che non vi è conflitto tra la Provvidenza di Dio e l’impresa umana. In effetti, potremmo dire che il lavoro di prevedere, controllare e governare la natura, che la scienza oggi rende più attuabile rispetto al passato, è di per se stesso parte del piano del Creatore.
Ho frequentato un'università cattolica che ha spesso invitato esponenti politici e laici atei o di fedi diverse, per discutere di argomenti "importanti" con i quali però si è sempre attuato un rapporto di apertura, ascolto e rispetto, pur avendo idee opposte. Dall'altro lato quindi anche il Santo Padre meritava apertura, ascolto e rispetto.
La politica entra secondariamente: a monte sta la singola persona che vive liberamente solo se si apre, ascolta e rispetta l'altro senza voler imporre o prevaricare: il Papa stesso parla spesso di integrazione e condivisione.
Per la mia esperienza vivo il rapporto Chiesa-Parrocchia di Uboldo e comunità (in senso ampio e variegato) molto bene: basta un minimo di equilibrio e reciproco accoglimento.
Il Santo Padre avrebbe detto, nel suo intervento inaugurale, tra le altre, queste parole:
Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? "Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro."
Pensiamoci!
Anna Cattaneo
Dove sta la Sapienza? Più che progresso parlerei di regresso della scienza!! Le reazioni di alcuni sono da bandire!
Le motivazioni avanzate contro il Papa sarebbero che Egli si permetterebbe di parlare di fede e scienza anzichè unicamente di fede.
Anche la lettera scritta presenta il Papa come ostinato nemico di Galileo rimproverandolo di aver ripreso, nella stessa Università, nel 1990, una frase del filosofo della scienza Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto".
Non si sono preoccupati però di leggere per intero e attentamente quel discorso le cui citazioni non venivano usate per imbastire giustificazioni ma a prova di quanto "il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica" . A difesa quindi della razionalità galileiana contro lo scetticismo della cultura postmoderna.
Gli interventi del Santo Padre sull'argomento sono sempre stati di ammirazione per Galileo.
La Chiesa riconosce che l'uomo "con la scienza e la tecnica ha dilatato il suo dominio sulla natura" e che pertanto "molti beni" che un tempo l'uomo si aspettava da forze superiori, oggi se li procura da sè.
Al contempo, il cristianesimo non presuppone un conflitto inevitabile tra la fede soprannaturale e il progresso scientifico. Se pensiamo, per esempio, a come la scienza moderna ha contribuito alla protezione dell’ambiente, al progresso dei Paesi in via di sviluppo, alla lotta contro le epidemie e all’aumento della speranza di vita, appare evidente che non vi è conflitto tra la Provvidenza di Dio e l’impresa umana. In effetti, potremmo dire che il lavoro di prevedere, controllare e governare la natura, che la scienza oggi rende più attuabile rispetto al passato, è di per se stesso parte del piano del Creatore.
Ho frequentato un'università cattolica che ha spesso invitato esponenti politici e laici atei o di fedi diverse, per discutere di argomenti "importanti" con i quali però si è sempre attuato un rapporto di apertura, ascolto e rispetto, pur avendo idee opposte. Dall'altro lato quindi anche il Santo Padre meritava apertura, ascolto e rispetto.
La politica entra secondariamente: a monte sta la singola persona che vive liberamente solo se si apre, ascolta e rispetta l'altro senza voler imporre o prevaricare: il Papa stesso parla spesso di integrazione e condivisione.
Per la mia esperienza vivo il rapporto Chiesa-Parrocchia di Uboldo e comunità (in senso ampio e variegato) molto bene: basta un minimo di equilibrio e reciproco accoglimento.
Il Santo Padre avrebbe detto, nel suo intervento inaugurale, tra le altre, queste parole:
Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? "Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro."
Pensiamoci!
Anna Cattaneo