Dialogo e confronto...
04/11/09 22:29
Pubblichiamo di seguito la risposta di Giuseppe Gioia
alle considerazioni di Enrico Testi.
Giuseppe ed Enrico, che ringraziamo pubblicamente, rappresentano un esempio di come sia possibile un dialogo ed un confronto corretto e costruttivo, su importanti argomenti che riguardano il paese di UBOLDO.
E' questo un esempio concreto di quello che UBOLDO.IT vorrebbe diventare: una mezzo di comunicazione aperto a tutti coloro che vogliono confrontarsi e portare il proprio contributo su argomenti che riguardano da vicino la nostra vita quotidiana ed il futuro, nostro e dei nostri bambini.
Finalmente qualcuno ha la voglia di esporre il proprio pensiero in merito ad una proposta. Sono contento di vedere che c’è qualcuno che si pone con una idea di confronto. Per alimentare questo primo confronto e consentire lo sviluppo della discussione prendo le mosse dall’ultima frase riportata nell’intervento del sig. Testi: “Una buona cosa è utilizzare al meglio ciò che già esiste.”
Possiamo, tutti, solo condividere questa affermazione. Giusta, vera e, soprattutto in questo periodo, da osservare con scrupolo per non rischiare di buttare quanto speso dalla comunità. Ma (perché esiste sempre almeno un ma) mi permetto di sostenere la mia tesi ed evidenziare alcuni punti che, a mio parere, giocano a favore di altre soluzioni diverse da quella oggi presente.
- Sicurezza: è indubbio che un sottopasso sia poco controllabile, o meglio che lì sia più facile trovare rifugio per i delinquenti (non si spiegherebbe perché c’è un cancello che chiude nelle ore serali).
- Utilizzabilità: deriva da quanto sopra, il sottopasso, in notturna, è poco utilizzabile per questioni di sicurezza, ma anche quando piove può essere oggetto di fuoriuscite d’acqua dalle reti, inoltre se non ricordo male dove c’è il sottopasso esiste una lente d’argilla che rende difficoltoso il drenaggio, cosa che può creare notevoli complicazioni;
- Costi di realizzazione: direi che sono paragonabili; - Inserimento ambientale: il sottopasso non si vede, ovvio è sottoterra però, sarà
una deformazione, io preferisco la luce, inoltre, sostengo che non si deve avere paura dell’impatto ambientale in un contesto come quello della Provinciale, in quanto l’opera va vista come un possibile arricchimento e non come un elemento di degrado (mi permetto: spesso si fanno battaglie senza senso sul presunto impatto ambientale ...);
- Costi di manutenzione: pressoché nulli, e comunque a scadenze programmate limitati alle verifiche sugli elementi strutturali (qui i carichi in gioco sono minimi essendo solo transito pedonale e ciclabile) e alla tenuta delle vernici protettive, mentre il sottopasso si carica il transito pesante di 25000 vetture (autoarticolati compresi) al giorno ... direi che ha uno stress diverso, poi c’è il problema dell’acqua che si infiltra e corrode ... e poi c’è la pulizia dai graffiti...;
Insomma, alla fine, direi che ci sono molti punti che giocano a sfavore del sottopasso. E questo qualunque esso sia, perché il mio discorso non è legato all’esempio esistente a Uboldo. In giro ce ne sono molti e tutti hanno i medesimi problemi (basta fare un giro a Saronno sottopasso liceo GB Grassi-Aldo Moro-Piazza Mercato, o a Varese uscita FNM-Centro, per non parlare di Milano ...). E fino ad ora non ho parlato in alcun modo dell’aspetto estetico, di cui, per ora, mi astengo anche perché sotto terra si può fare qualunque bruttura (tanto chi la vede?), fuori terra invece ...
Anche per i sovrappassi, comunque, non ci sono solo “rose e fiori”, basta pensare a quanto successo con gli stupidi giochi che costano la vita agli automobilisti ... E qui devo concordare con Lei quando dice che i vandali sono un altro problema della nostra società. Il rapportarsi di questi con la cosa pubblica, ma più in generale con la vita, è un fenomeno grave a cui nessuno ha ancora posto rimedio efficacemente. L’educazione si insegna, però e prima di tutto, in casa ... e anche questo argomento fa parte di un altro capitolo.
Agli amministratori pubblici, però, rimane il compito (anche se forse è meglio dire il dovere) di evitare che si possano creare occasioni di ”svago” per questa gente. Per questo, non capisco il motivo di creare un varco diretto al parco e alle scuole, ingresso aperto senza controllo ... se non un misero cancello posato a posteriori.
Potremmo andare avanti all’infinito sull’argomento, ma alla fine bisogna prendere una posizione, indipendentemente dal colore politico o dal volere dare addosso ad una soluzione piuttosto che sostenerne un’altra per il solo gusto di farlo. Nessuna volontà di demonizzare da parte mia, solo il desiderio di capire quale può essere la soluzione migliore. Non mi permetto di dire inutili cattiverie, ma solo considerazioni legate all’evidenza o a una mia, per alcuni magari errata o di parte, interpretazione dei fatti.
Di sicuro sul sottopasso uboldese gravano molti errori:
- come il fatto di passare su proprietà private e non pubbliche;
- come l’aver creato “il mostro” (ma è stato un problema di comunicazione “a
sinistra”);
- come il fatto di essere stato un caso sporadico, episodico nella realtà (diversa
sarebbe stata la considerazione se ci fossero state delle piste ciclopedonali
diffuse che si collegavano e valorizzavano quell’intervento);
- come il fatto di essere molto costoso (anche se in parte finanziato da Regione
Lombardia, infatti, anche quelli sono soldi nostri sottratti a qualcos’altro).
Che dire ancora?
Solo che sarei contento di vedere nascere, da un evidente problema, una ampia discussione capace di alimentarsi fino a generare la soluzione condivisa dalla cittadinanza. Poi sarà compito dell’Amministrazione, qualunque essa sia, dare soddisfazione alle esigenze espresse dai cittadini.
Questo metodo vorrei poi si potesse estendere anche al resto delle problematiche uboldesi (urbanistiche, economiche, sociali). Si deve animare la discussione, far emergere i problemi, discutere per trovare la soluzione che sia la più condivisa possibile. Solo così si riducono le difficoltà e la criticità del vivere quotidiano. Senza demonizzare niente e nessuno.
Sono convinto che lavorando insieme confrontandoci, ognuno con le proprie capacità e con i propri ideali, le proprie convinzioni, sia possibile trovare importanti punti di fattiva collaborazione capaci di garantire il miglioramento del nostro paese.
Alla prossima.
Giuseppe Gioia
Giuseppe ed Enrico, che ringraziamo pubblicamente, rappresentano un esempio di come sia possibile un dialogo ed un confronto corretto e costruttivo, su importanti argomenti che riguardano il paese di UBOLDO.
E' questo un esempio concreto di quello che UBOLDO.IT vorrebbe diventare: una mezzo di comunicazione aperto a tutti coloro che vogliono confrontarsi e portare il proprio contributo su argomenti che riguardano da vicino la nostra vita quotidiana ed il futuro, nostro e dei nostri bambini.
Finalmente qualcuno ha la voglia di esporre il proprio pensiero in merito ad una proposta. Sono contento di vedere che c’è qualcuno che si pone con una idea di confronto. Per alimentare questo primo confronto e consentire lo sviluppo della discussione prendo le mosse dall’ultima frase riportata nell’intervento del sig. Testi: “Una buona cosa è utilizzare al meglio ciò che già esiste.”
Possiamo, tutti, solo condividere questa affermazione. Giusta, vera e, soprattutto in questo periodo, da osservare con scrupolo per non rischiare di buttare quanto speso dalla comunità. Ma (perché esiste sempre almeno un ma) mi permetto di sostenere la mia tesi ed evidenziare alcuni punti che, a mio parere, giocano a favore di altre soluzioni diverse da quella oggi presente.
- Sicurezza: è indubbio che un sottopasso sia poco controllabile, o meglio che lì sia più facile trovare rifugio per i delinquenti (non si spiegherebbe perché c’è un cancello che chiude nelle ore serali).
- Utilizzabilità: deriva da quanto sopra, il sottopasso, in notturna, è poco utilizzabile per questioni di sicurezza, ma anche quando piove può essere oggetto di fuoriuscite d’acqua dalle reti, inoltre se non ricordo male dove c’è il sottopasso esiste una lente d’argilla che rende difficoltoso il drenaggio, cosa che può creare notevoli complicazioni;
- Costi di realizzazione: direi che sono paragonabili; - Inserimento ambientale: il sottopasso non si vede, ovvio è sottoterra però, sarà
una deformazione, io preferisco la luce, inoltre, sostengo che non si deve avere paura dell’impatto ambientale in un contesto come quello della Provinciale, in quanto l’opera va vista come un possibile arricchimento e non come un elemento di degrado (mi permetto: spesso si fanno battaglie senza senso sul presunto impatto ambientale ...);
- Costi di manutenzione: pressoché nulli, e comunque a scadenze programmate limitati alle verifiche sugli elementi strutturali (qui i carichi in gioco sono minimi essendo solo transito pedonale e ciclabile) e alla tenuta delle vernici protettive, mentre il sottopasso si carica il transito pesante di 25000 vetture (autoarticolati compresi) al giorno ... direi che ha uno stress diverso, poi c’è il problema dell’acqua che si infiltra e corrode ... e poi c’è la pulizia dai graffiti...;
Insomma, alla fine, direi che ci sono molti punti che giocano a sfavore del sottopasso. E questo qualunque esso sia, perché il mio discorso non è legato all’esempio esistente a Uboldo. In giro ce ne sono molti e tutti hanno i medesimi problemi (basta fare un giro a Saronno sottopasso liceo GB Grassi-Aldo Moro-Piazza Mercato, o a Varese uscita FNM-Centro, per non parlare di Milano ...). E fino ad ora non ho parlato in alcun modo dell’aspetto estetico, di cui, per ora, mi astengo anche perché sotto terra si può fare qualunque bruttura (tanto chi la vede?), fuori terra invece ...
Anche per i sovrappassi, comunque, non ci sono solo “rose e fiori”, basta pensare a quanto successo con gli stupidi giochi che costano la vita agli automobilisti ... E qui devo concordare con Lei quando dice che i vandali sono un altro problema della nostra società. Il rapportarsi di questi con la cosa pubblica, ma più in generale con la vita, è un fenomeno grave a cui nessuno ha ancora posto rimedio efficacemente. L’educazione si insegna, però e prima di tutto, in casa ... e anche questo argomento fa parte di un altro capitolo.
Agli amministratori pubblici, però, rimane il compito (anche se forse è meglio dire il dovere) di evitare che si possano creare occasioni di ”svago” per questa gente. Per questo, non capisco il motivo di creare un varco diretto al parco e alle scuole, ingresso aperto senza controllo ... se non un misero cancello posato a posteriori.
Potremmo andare avanti all’infinito sull’argomento, ma alla fine bisogna prendere una posizione, indipendentemente dal colore politico o dal volere dare addosso ad una soluzione piuttosto che sostenerne un’altra per il solo gusto di farlo. Nessuna volontà di demonizzare da parte mia, solo il desiderio di capire quale può essere la soluzione migliore. Non mi permetto di dire inutili cattiverie, ma solo considerazioni legate all’evidenza o a una mia, per alcuni magari errata o di parte, interpretazione dei fatti.
Di sicuro sul sottopasso uboldese gravano molti errori:
- come il fatto di passare su proprietà private e non pubbliche;
- come l’aver creato “il mostro” (ma è stato un problema di comunicazione “a
sinistra”);
- come il fatto di essere stato un caso sporadico, episodico nella realtà (diversa
sarebbe stata la considerazione se ci fossero state delle piste ciclopedonali
diffuse che si collegavano e valorizzavano quell’intervento);
- come il fatto di essere molto costoso (anche se in parte finanziato da Regione
Lombardia, infatti, anche quelli sono soldi nostri sottratti a qualcos’altro).
Che dire ancora?
Solo che sarei contento di vedere nascere, da un evidente problema, una ampia discussione capace di alimentarsi fino a generare la soluzione condivisa dalla cittadinanza. Poi sarà compito dell’Amministrazione, qualunque essa sia, dare soddisfazione alle esigenze espresse dai cittadini.
Questo metodo vorrei poi si potesse estendere anche al resto delle problematiche uboldesi (urbanistiche, economiche, sociali). Si deve animare la discussione, far emergere i problemi, discutere per trovare la soluzione che sia la più condivisa possibile. Solo così si riducono le difficoltà e la criticità del vivere quotidiano. Senza demonizzare niente e nessuno.
Sono convinto che lavorando insieme confrontandoci, ognuno con le proprie capacità e con i propri ideali, le proprie convinzioni, sia possibile trovare importanti punti di fattiva collaborazione capaci di garantire il miglioramento del nostro paese.
Alla prossima.
Giuseppe Gioia