Sottopasso come Calimero...
04/11/09 22:25
Pubblichiamo il contributo di Enrico Testi (che
ringraziamo) sull'argomento sottopasso. Alcune
considerazioni circa gli articoli pubblicati da
UBOLDO.IT in collaborazione con l'ing. Giuseppe
Gioia.
Gentili lettori di Uboldo.it,
premetto che non ho qualifiche tecniche per giudicare nei dettagli infrastrutture come i sottopassi o sovrappassi, ciononostante, penso che anche un cittadino qualunque possa avere, anzi dovrebbe avere, una propria visione delle cose.
Intanto bisognerebbe chiarire che la contrapposizione dei due attraversamenti, quello realizzato in Uboldo, con quello di Busto Arsizio preso ad esempio dall’ing. Gioia, esposti sulla base della logica del “guarda che brutto”, e invece, “pensa che bello sarebbe”, così come nel blog; risponda soltanto ad una visione politica di parte, senza considerare degli aspetti importanti.
Quando si parla dei costi dell’opera di Uboldo, sarebbe opportuno ricordare che buona parte è stata finanziata dalla Regione Lombardia, che probabilmente ha ritenuto valido e utile il progetto.
Dovremmo poi ricordare quanto è stato fatto per svilire l’opera. Si è arrivati a costruirle attorno un’immagine mostruosa: “Il buio labirinto senza fine”; forse nemmeno quindici metri d’attraversamento. Echeggiano ancora le urla di attempate signore di guardia in via Tolmezzo, spesso a danno di bambini curiosi che, armati delle loro terrificanti biciclette, tentavano di scoprire il nuovo.
Si è detto che è un luogo di aggregazione vandalica; possibile, ma nessuno si sognerebbe di screditare un innocente gioco per bambini oppure la scuola, luoghi di continui e pesanti atti vandalici. Se esiste un problema, questo è il cattivo rapporto con la cosa pubblica che sfoga il vandalo, il suo distorto e violento modo di vivere il tempo libero. A questo proposito, l’aver installato delle videocamere è certamente un buon deterrente a certi comportamenti, oltre ad essere una miglioria volta all’ottimizzazione delle infrastrutture, che sempre sono state prese di mira dai vandali. Si pensi ai danni fatti dai folli dei cavalcavia.
Difetti se ne trovano in tutte le opere, anche le più avveniristiche.
Mi si conceda una valutazione sull’impatto visivo dell’opera elogiata dall’ing. Gioia.
Per quanto “innovativa”, a mio parere violenta il paesaggio in maniera prepotente, persino una realtà cittadina come quella di Busto. In confronto, l’armonia con cui quello di Uboldo si inserisce nel contesto parco è decisamente migliore.
Ma, cosa diremmo oggi se si fossero intraprese delle differenti modalità comunicative? Se si fosse evitata la demonizzazione dell’opera e insieme le forze politiche avessero costruito una pubblicità positiva, dei progetti come il “piedi bus”, o altro, volti a valorizzarne l’utilità e l’importanza. Se l’Amministrazione ripristinasse il transito in via Tolmezzo delle biciclette, visto che può transitare ogni mezzo ad esclusione delle bici.
Come diceva Gandhi: “Con la logica dell’occhio per occhio il mondo rimarrà cieco.”
Io credo che con un po’ di buona volontà e col tempo, l’utilità del sottopasso verrebbe a galla, anche in funzione delle possibili complicazioni nell’incrocio della via 4 Novembre con le vie dell’Acqua e R. Sanzio. Una buona cosa è utilizzare al meglio ciò che già esiste.
Ringrazio per lo spazio concessomi e un cordiale saluto a tutti.
Enrico Testi.
Gentili lettori di Uboldo.it,
premetto che non ho qualifiche tecniche per giudicare nei dettagli infrastrutture come i sottopassi o sovrappassi, ciononostante, penso che anche un cittadino qualunque possa avere, anzi dovrebbe avere, una propria visione delle cose.
Intanto bisognerebbe chiarire che la contrapposizione dei due attraversamenti, quello realizzato in Uboldo, con quello di Busto Arsizio preso ad esempio dall’ing. Gioia, esposti sulla base della logica del “guarda che brutto”, e invece, “pensa che bello sarebbe”, così come nel blog; risponda soltanto ad una visione politica di parte, senza considerare degli aspetti importanti.
Quando si parla dei costi dell’opera di Uboldo, sarebbe opportuno ricordare che buona parte è stata finanziata dalla Regione Lombardia, che probabilmente ha ritenuto valido e utile il progetto.
Dovremmo poi ricordare quanto è stato fatto per svilire l’opera. Si è arrivati a costruirle attorno un’immagine mostruosa: “Il buio labirinto senza fine”; forse nemmeno quindici metri d’attraversamento. Echeggiano ancora le urla di attempate signore di guardia in via Tolmezzo, spesso a danno di bambini curiosi che, armati delle loro terrificanti biciclette, tentavano di scoprire il nuovo.
Si è detto che è un luogo di aggregazione vandalica; possibile, ma nessuno si sognerebbe di screditare un innocente gioco per bambini oppure la scuola, luoghi di continui e pesanti atti vandalici. Se esiste un problema, questo è il cattivo rapporto con la cosa pubblica che sfoga il vandalo, il suo distorto e violento modo di vivere il tempo libero. A questo proposito, l’aver installato delle videocamere è certamente un buon deterrente a certi comportamenti, oltre ad essere una miglioria volta all’ottimizzazione delle infrastrutture, che sempre sono state prese di mira dai vandali. Si pensi ai danni fatti dai folli dei cavalcavia.
Difetti se ne trovano in tutte le opere, anche le più avveniristiche.
Mi si conceda una valutazione sull’impatto visivo dell’opera elogiata dall’ing. Gioia.
Per quanto “innovativa”, a mio parere violenta il paesaggio in maniera prepotente, persino una realtà cittadina come quella di Busto. In confronto, l’armonia con cui quello di Uboldo si inserisce nel contesto parco è decisamente migliore.
Ma, cosa diremmo oggi se si fossero intraprese delle differenti modalità comunicative? Se si fosse evitata la demonizzazione dell’opera e insieme le forze politiche avessero costruito una pubblicità positiva, dei progetti come il “piedi bus”, o altro, volti a valorizzarne l’utilità e l’importanza. Se l’Amministrazione ripristinasse il transito in via Tolmezzo delle biciclette, visto che può transitare ogni mezzo ad esclusione delle bici.
Come diceva Gandhi: “Con la logica dell’occhio per occhio il mondo rimarrà cieco.”
Io credo che con un po’ di buona volontà e col tempo, l’utilità del sottopasso verrebbe a galla, anche in funzione delle possibili complicazioni nell’incrocio della via 4 Novembre con le vie dell’Acqua e R. Sanzio. Una buona cosa è utilizzare al meglio ciò che già esiste.
Ringrazio per lo spazio concessomi e un cordiale saluto a tutti.
Enrico Testi.