Sottopasso ciclopedonale...
Sono lieto ed onorato di poter ospitare su UBOLDO.IT anche il contributo di questo gruppo, guidato dall'amico Renato Nazeri.
Un cordiale benvenuto e l'auspicio che questo ed altri interventi possano alimentare una discussione costruttiva, a totale beneficio dei cittadini di Uboldo.

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Il Circolo di Sinistra Democratica P.S.E. nota con
piacere che, dopo settimane di stallo, il sito
Uboldo.it è tornato ad animarsi di discussioni e
vorrebbe anch’esso intervenire nel dibattito aperto
dall’Ing. Gioia in merito al sottopasso
ciclopedonale, non tanto per dire che l’Ing. Gioia ha
torto o ragione a sostenere che sarebbe stato meglio
realizzare un sovrappasso od un altro tipo di
collegamento.
Non ci interessa entrare nel merito delle valutazioni
estetiche, anche se troviamo alquanto imbarazzante
definire le passerelle realizzate a Busto Arsizio
(località 5 ponti) “un’opera d’arte”, meglio sarebbe
dire, eventualmente, che si tratta di un’interessante
soluzione ingegneristica certamente valida e non
impattante per lo scenario e la realtà urbana nel
quale sono state inserite.
Per onestà bisogna, peraltro, dire che la stessa non
pare essere comunque molto apprezzata ed utilizzata
dai pedoni e dai ciclisti bustocchi.
Vogliamo però intervenire sulle ultime considerazioni
dell’Ing. Gioia, quelle nelle quali parla dei molti
errori che gravano sulla realizzazione del sottopasso
uboldese.
Ci sia concessa qualche puntuale osservazione:
1. relativamente all’affermazione “l’aver creato
“il mostro” (ma è stato un problema di comunicazione
“a sinistra”)”.
Può essere! L’amministrazione di centrosinistra era
certamente più preoccupata della realizzazione delle
opere che della loro pubblicizzazione, poiché badava
più al contenuto che al contenitore accattivante.
E’ certo però che le forze politiche di opposizione,
ma in particolare quella nella quale militava l’Ing.
Gioia – avvezza fin dalla sua comparsa sulla scena
politica alla denigrazione (non vogliamo fare qui
l’elenco delle frasi e delle affermazioni comparse in
volantini e interviste) – non hanno certamente
contribuito a far capire ai cittadini l’importanza
dell’opera favorendone così l’incentivazione
all’utilizzo.
Sarebbe più corretto, quindi, dire che a fronte di
una mancanza di comunicazione a sinistra sulle
qualità dell’opera, altri, tra cui l’Ing. Gioia,
hanno provveduto a creare il mito del mostro ed a
portarlo avanti.
2. sul fatto “di essere stato
un caso sporadico, episodico nella realtà (diversa
sarebbe stata la considerazione se ci fossero state
delle piste ciclopedonali diffuse che si collegavano
e valorizzavano quell’intervento)”
dobbiamo dire che
l’Ing. Gioia non pare molto informato della
situazione uboldese.
Eppure è stato assessore all’urbanistica ed in questo
sito ci ha intrattenuto sulle criticità uboldesi.
Ad uso dell’Ing. Gioia ed anche di tutti i cittadini
invitiamo Uboldo.it a pubblicare non solo qui in
allegato, ma in maniera fissa sulla propria home page
la cartina che alleghiamo e che indica l’intera rete
di piste ciclabili che da Sud (zona cimitero)
conducono, attraverso il parco ed il sottopasso a
Nord (cavalcavia ferrovie Nord a poche centinaia di
metri dall’inizio della ciclabile di Gerenzano che
porta al Parco degli Aironi), sistema ciclabile che
si interseca con quello Ovest-Est (municipio-Chiesa
Parrocchiale) che noi proponiamo di estendere sia
verso Saronno che verso la zona industriale di Uboldo
attraverso la Via Caduti Liberazione dove da molti
anni si parla di realizzare una pista ciclabile.
Qualcuno dirà ci sono i cancelli, le costruzioni,
ecc.
E’ vero, si tratta di ciclabili ricavate in un
contesto urbano già ampiamente definito e forse
compromesso, ma è certamente meglio averle fatte. A
chi governa oggi il compito di migliorarle e di
renderle più sicure.
Ah, dimenticavamo, in questo caso la comunicazione
c’era stata eccome da parte dell’amministrazione
mediante la diffusione della piantina, che abbiamo
qui allegato, a tutte le famiglie con il periodico
comunale.
3. il passaggio “su proprietà
private e non pubbliche” (e qui viene in ballo anche
l’attività svolta dall’Ing. Gioia durante la sua
permanenza all’assessorato all’urbanistica).
E’ vero, originariamente il tracciato della pista
ciclabile doveva essere diverso (lo si vede anche
nella cartina), ma errori procedurali da parte degli
uffici (poiché non si devono solo e sempre
ringraziare), di cui certamente se ne deve far carico
anche chi aveva la responsabilità politica su quel
settore (in particolare l’assessore all’urbanistica
in ordine ai vincoli urbanistici di quei terreni)
hanno reso necessario un cambio di percorso
utilizzando il passaggio in Via Tomezzo (risultante
via pubblica negli atti e nei registri comunali per
delibere realizzate dall’amministrazione Greco
1980-1990) e stipulando un accordo con alcuni
privati.
L’accordo prevedeva che una nota impresa di Uboldo in
cambio della concessione di un ampliamento della
propria area produttiva entro il 30.11.2007 avrebbe
acquistato dal privato i terreni su cui è stata
realizzata la ciclopista cedendoli gratuitamente al
comune.
In caso contrario, se l’amministrazione di Uboldo non
avesse concesso l’ampliamento all’impresa in
questione (entro la data indicata), il Comune avrebbe
acquistato direttamente i terreni dal privato che
comunque, con la sottoscrizione del contratto
(realizzato con l’assistenza di tecnici ed avvocati),
concedeva il diritto all’amministrazione a realizzare
immediatamente la pista ciclo pedonale.
Perché gli uffici comunali (sportello unico per le
attività produttive) e l’amministrazione di Uboldo al
Centro, quindi l’Ing. Gioia, che si trovava in carica
in prossimità della scadenza dell’accordo (sul quale
si era già espressa positivamente l’amministrazione
del centrosinistra) e successivamente il commissario
prefettizio non hanno chiuso il contratto come
concordato con tutte le parti?
Sembra che oltre al mostro qualcuno abbia fatto di
tutto per creare anche il problema delle aree.
4. il “fatto di essere
molto costoso (anche se in parte finanziato da
Regione Lombardia …)”.
Questo punto suscita prima di tutto una domanda: “ma
la soluzione individuata dall’Ing. Gioia – le
passerelle sospese di Busto Arsizio – che costo
avrebbero?
Più alto, più basso, equivalente a quello del
sottopasso di Uboldo?
In questa valutazione non si deve però solo
considerare l’impegno finanziario per la
realizzazione dell’opera ma anche, perché noi teniamo
anche a questi aspetti, l’estetica dell’opera, il suo
impatto con il paesaggio circostante, la sua
funzionalità.
Da questo punto di vista non vi è dubbio che tenere
fermo il sottopasso da parte dell’amministrazione
comunale, non incentivarne l’utilizzo,
pubblicizzarlo, anzi, come un elemento di insicurezza
rende l’opera di fatto assai più costosa poiché la
grava di un ulteriore costo sociale dato non solo
dall’aver contribuito alla realizzazione da parte dei
cittadini, ma soprattutto dal fatto di non poterlo
usufruire.
Sinistra Democratica P.S.E. vuole, quindi, essere
propositiva. Due sono le soluzioni che noi
ipotizziamo:
1. demoliamo il sottopasso
2. rendiamolo fruibile
La prima è ovviamente una provocazione. Noi crediamo
nella seconda ipotesi. Impegniamoci quindi tutti, le
forze politiche, l’amministrazione comunale, questo
sito (che nelle sue intenzioni nasce a favore dei
cittadini e non contro) ed anche lei Ing. Gioia.
Attiviamoci tutti affinché il sottopasso
ciclopedonale sia aperto anche al transito delle
biciclette, rimuoviamo i cartelli di divieto di
transito in via Tolmezzo alle biciclette ed
introduciamo il divieto di insultare i ciclisti da
parte di qualche abitante che risiede nella via.
Collochiamo dei cartelli stradali sulla via
Dell’Acqua che indicano il sottopasso e facciamo sì
che i nostri bambini che frequentano la scuola di Via
XX Settembre (fino a quando l’Amministrazione avrà la
bontà di lasciarla in funzione) possano utilizzare
tale corridoio protetto per raggiungere il parco e il
cine teatro anziché attraversare la pericolosa Via IV
Novembre.
Facciamolo tutti insieme, sappiamo che tanti
cittadini (anche molto vicini a Uboldo al Centro)
vorrebbero vedere il sottopasso funzionare a pieno
regime.
Facciamo, dunque! Sinistra Democratica è presente!
E se qualcuno non ci sta, ecco allora che sapremo con
certezza chi è che crea ed alimenta il mostro.
Ringraziamo Uboldo.it per lo spazio concessoci e
speriamo in futuro di poter affrontare nuove
discussioni relative ad altre problematiche
urbanistiche e non.
Qualcuna la vogliamo lasciare alla soglia della porta
della discussione: il problema dei parcheggi e la
scelta di monetizzarli, le problematiche legate alla
realizzazione ed al recupero dei sottotetti ,
l’edificazione del centro ed il piano casa, ………
Sinistra Democratica P.S.E.
Il Coordinatore del Circolo di Uboldo
Renato Nazeri