Piano di Governo del Territorio... la proposta

PER UNA PROPOSTA URBANISTICA...



Settembre è il mese in cui cominciano le osservazioni preliminari alla revisione dello strumento urbanistico vigente, il famoso PGT.


Al di là delle necessarie e doverose iniziative di ciascuno in merito alla “difesa” dei propri interessi, mi chiedo se, alla luce delle difficoltà che la redazione di un nuovo piano urbanistico comporta, non sia necessario procedere con una definizione, propedeutica alla redazione del piano, dei concetti che devono essere in quello contenuti.

Ossia, magari semplificando, dare risposta alla più semplice domanda: “quale dovrà essere la Uboldo di domani?”.

Sono note a tutti le difficoltà, le criticità proprie dell’urbanistica uboldese (sia a livello di lettura e applicazione delle norme di piano, sia a livello di presenza di elementi di forte problematicità) di cui, senza aver la pretesa di fare un elenco esaustivo, mi limito a citare la via IV Novembre (o SP 527), la Pedemontana, la linea ferroviaria FNM, l’Autostrada MI-CO, il traffico di attraversamento, le cave, i parcheggi, il verde …

Tutti questi elementi sono, per ora, delle invarianti all’interno della programmazione del progetto urbanistico. Ossia, cercando di chiarire meglio, sono delle realtà inamovibili di cui si deve tenere conto, sia in senso di presenza sul territorio, sia, soprattutto, nel senso di una ricaduta (positiva o negativa) sull’ambiente e sul centro abitato (sulal qualità della vita più in generale).

Una ulteriore necessità di approfondimento, preliminare alla stesura del piano, consiste nella individuazione di quella che io definisco “vocazione territoriale”. Anche in questo caso, tento di spiegare meglio il concetto: ogni territorio ha, secondo me, una sua specifica capacità, derivata dall’evoluzione storico – economica che è sua propria e che evidenzia proprio quelle particolarità che meglio di altre riescono a valorizzare l’ambiente (abitato e naturale). Anche in questo caso, quindi, individuare le peculiarità e consentirne uno sviluppo, può contribuire a definire un livello di qualità della vita migliore.


Fatta questa ampia premessa, letto e provato il PGT vigente sul campo, mi chiedo quale sia stata all’epoca di redazione di quello, il progetto per Uboldo che gli allora amministratori avevano intravisto. Oggi, il PGT è, di fatto, inapplicabile, pieno di contraddizioni e di difficoltà interpretative, risultando così un ostacolo alla realizzazione di qualsiasi intervento edilizio. Forse “l’eccesso di normazione”, più o meno involontariamente creato dagli ideatori del piano, ha prodotto questo mastodontico esempio di (non) programmazione o, se volete, di inefficienza urbanistica.
Al fine, quindi, di evitare che si possa ripetere una nuova stagione di “rigidità” programmatica, serve che tutta la cittadinanza possa dare un concreto apporto alla redazione del nuovo PGT (come , peraltro, previsto dalle norme vigenti).
Viceversa è, poi, necessario che anche l’Amministrazione sia in grado di recepire le richieste del territorio e le esigenze della comunità nonché di tradurle in fatti (regole e strumenti) concreti per la cittadinanza.
Solo in questo modo, mediante un reciproco scambio e confronto si potrà dar vita, finalmente, a quell’Urbanistica partecipata che tutti nominano e/o desiderano ma che nessuno (nei fatti) riesce a realizzare.
Come si può “aiutare” il pianificatore a recepire le esigenze del nostro paese?


Semplicemente facendo nascere una discussione sulla base di alcuni punti (elenco assolutamente non esaustivo):


- quale vocazione per Uboldo? Abitativa, commerciale, terziaria, produttiva …;

- quali infrastrutture mancano ad Uboldo?

- quali servizi (sovracomunali) possono essere insediati

- quale futuro per le zone agricole – boschive

- norme ambientali che indirizzo dare

- indici volumetrici e altezze dell’edificato

- tipologie edilizie ammesse


e traducendo le emergenze che tutti viviamo in un documento da trasmettere all’Amministrazione affinché, la stessa, ne tenga conto nella pianificazione.


Ritengo, infine, che sia il tempo per iniziare un fattivo dibattito pubblico sul futuro dell’urbanistica, ma in particolare, sul futuro del nostro territorio.
Senza avere alcuna preclusione o orientamenti predefiniti, ma con la chiara intenzione di poter contribuire a realizzare un paese migliore.


Per questo motivo chiedo la disponibilità a Uboldo.it, di ospitare sul suo sito un forum aperto alla discussione urbanistica. Il risultato di questa discussione potrebbe diventare la proposta (concreta e reale perché nata da chi vive il territorio) per porre le basi di una nuova urbanistica.



Cordialità

Giuseppe Gioia