Piano di Governo del Territorio... la proposta
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Al di là delle necessarie e doverose iniziative di
ciascuno in merito alla “difesa” dei propri
interessi, mi chiedo se, alla luce delle difficoltà
che la redazione di un nuovo piano urbanistico
comporta, non sia necessario procedere con una
definizione, propedeutica alla redazione del piano,
dei concetti che devono essere in quello contenuti.
Ossia, magari semplificando, dare risposta alla più
semplice domanda: “quale dovrà essere la Uboldo di
domani?”.
Sono note a tutti le difficoltà, le criticità proprie
dell’urbanistica uboldese (sia a livello di lettura e
applicazione delle norme di piano, sia a livello di
presenza di elementi di forte problematicità) di cui,
senza aver la pretesa di fare un elenco esaustivo, mi
limito a citare la via IV Novembre (o SP 527), la
Pedemontana, la linea ferroviaria FNM, l’Autostrada
MI-CO, il traffico di attraversamento, le cave, i
parcheggi, il verde …
Tutti questi elementi sono, per ora, delle invarianti
all’interno della programmazione del progetto
urbanistico. Ossia, cercando di chiarire meglio, sono
delle realtà inamovibili di cui si deve tenere conto,
sia in senso di presenza sul territorio, sia,
soprattutto, nel senso di una ricaduta (positiva o
negativa) sull’ambiente e sul centro abitato (sulal
qualità della vita più in generale).
Una ulteriore necessità di approfondimento,
preliminare alla stesura del piano, consiste nella
individuazione di quella che io definisco “vocazione
territoriale”. Anche in questo caso, tento di
spiegare meglio il concetto: ogni territorio ha,
secondo me, una sua specifica capacità, derivata
dall’evoluzione storico – economica che è sua propria
e che evidenzia proprio quelle particolarità che
meglio di altre riescono a valorizzare l’ambiente
(abitato e naturale). Anche in questo caso, quindi,
individuare le peculiarità e consentirne uno
sviluppo, può contribuire a definire un livello di
qualità della vita migliore.
Fatta questa ampia premessa, letto e provato il PGT
vigente sul campo, mi chiedo quale sia stata
all’epoca di redazione di quello, il progetto per
Uboldo che gli allora amministratori avevano
intravisto. Oggi, il PGT è, di fatto, inapplicabile,
pieno di contraddizioni e di difficoltà
interpretative, risultando così un ostacolo alla
realizzazione di qualsiasi intervento edilizio. Forse
“l’eccesso di normazione”, più o meno
involontariamente creato dagli ideatori del piano, ha
prodotto questo mastodontico esempio di (non)
programmazione o, se volete, di inefficienza
urbanistica.
Al fine, quindi, di evitare che si possa ripetere una
nuova stagione di “rigidità” programmatica, serve che
tutta la cittadinanza possa dare un concreto apporto
alla redazione del nuovo PGT (come , peraltro,
previsto dalle norme vigenti).
Viceversa è, poi, necessario che anche
l’Amministrazione sia in grado di recepire le
richieste del territorio e le esigenze della comunità
nonché di tradurle in fatti (regole e strumenti)
concreti per la cittadinanza.
Solo in questo modo, mediante un reciproco scambio e
confronto si potrà dar vita, finalmente, a
quell’Urbanistica partecipata che tutti nominano e/o
desiderano ma che nessuno (nei fatti) riesce a
realizzare.
Come si può “aiutare” il pianificatore a recepire le
esigenze del nostro paese?
Semplicemente facendo nascere una discussione sulla
base di alcuni punti (elenco assolutamente non
esaustivo):
- quale vocazione per Uboldo? Abitativa, commerciale,
terziaria, produttiva …;
- quali infrastrutture mancano ad Uboldo?
- quali servizi (sovracomunali) possono essere
insediati
- quale futuro per le zone agricole – boschive
- norme ambientali che indirizzo dare
- indici volumetrici e altezze dell’edificato
- tipologie edilizie ammesse
e traducendo le emergenze che tutti viviamo in un
documento da trasmettere all’Amministrazione
affinché, la stessa, ne tenga conto nella
pianificazione.
Ritengo, infine, che sia il tempo per iniziare un
fattivo dibattito pubblico sul futuro
dell’urbanistica, ma in particolare, sul futuro del
nostro territorio.
Senza avere alcuna preclusione o orientamenti
predefiniti, ma con la chiara intenzione di poter
contribuire a realizzare un paese migliore.
Per questo motivo chiedo la disponibilità a
Uboldo.it, di ospitare sul suo sito un forum aperto
alla discussione urbanistica. Il risultato di questa
discussione potrebbe diventare la proposta (concreta
e reale perché nata da chi vive il territorio) per
porre le basi di una nuova urbanistica.
Cordialità
Giuseppe Gioia