Sottopasso ciclopedonale 2...
10/11/09 09:15
E meno male che non era
per dire “hai torto” o “hai ragione” ...
Vorrei però evidenziare a questi signori che forse quanto scritto da loro risente ancora della cattiva digestione della sconfitta elettorale. Perché la sinistra multicolore cambia lo stemma, i colori, il nome, ma gli attori mai. Altro che cambiamento.
Digestione lenta la loro. Ma la nuova compagine se non altro partecipa. È già un buon fatto. Al di la delle battute, non vorrei entrare nel merito delle precisazioni perché, come ho già scritto, si finisce solo per alimentare inutili polemiche e battibecchi senza fine.
A me, per formazione, piace la concretezza delle cose. Quindi a tutti loro dico che non me ne importa molto di stare a fare caciara da cortile sul fatto che qualcuno (o quelli di loro che erano in maggioranza all’epoca) sia più o meno bravo, più o meno cattivo e così via.
Se vogliamo, insieme, parlare di cose utili alla comunità uboldese io sono a disposizione per un dibattito costruttivo. Se invece l’intenzione è solo quella di far parole per occupare spazio e farsi vedere ... che facciano da soli, ma direi, anche, per favore altrove.
A me non interessa colpevolizzare qualcuno di ciò che non va bene. Bisogna uscire da quest’ottica distorta. Per migliorare, tutti, si deve guardare avanti e risolvere i problemi, non continuamente tornarci sopra. Schiodatevi da questa posizione, proponete correttivi non difendete palesi storture.
E comunque, ma per l’ultima volta:
- l’opera a Busto è nelle medesime condizioni di Uboldo, ossia non è ancora collegata alla
viabilità;
- in merito alla capacità di denigrare penso non ci sia bisogno di ricordarVi la campagna
svolta ad personam dalla Vostra compagine allora unita in una cosa unica di sinistra;
- vi ricordo che si definisce “rete interconnessa” un insieme di punti localizzati nello spazio (urbano nel nostro caso) che sono tra loro comunicanti e non fatti episodici (la rete ciclopedonale ad Uboldo è una serie di fatti episodici) come quelli da Voi raccontati, certo che però se mi si dice che “piuttosto che niente è meglio piuttosto”, allora ...
concordo;
- le opere pubbliche competono all’area lavori pubblici e non all’urbanistica-edilizia privata
e direi che questo grossolano addebito di responsabilità al mio (all’epoca) assessorato è, come minimo, fuori luogo visto che al momento del progetto e dell’approvazione del sottopasso c’era un assessore, tecnico (un architetto), del CSU e, quindi, c’erano le competenze per verificare l’assenza di errori nelle procedure, inoltre mi permetto di ricordare che nonostante il diritto urbanistico sia una cosa abbastanza complessa, sappiamo benissimo che non si possono fare azioni di esproprio a piacimento, infatti, si può incappare nell’opposizione del cittadino espropriato che si vede sottratta la proprietà privata, ad esempio per rimediare ad errori che altri hanno compiuto; non si capirebbe, inoltre, come mai un neutrale (il Commissario) abbia lasciato tutto invariato ... e ad oggi si sia trovata la soluzione di compromesso (solo pedonale);
- sul compromesso che citate se ne potrebbero dire molte, basti pensare all’onere derivante dal mancato rispetto delle condizioni pattuite (e che voi omettete di dire) a carico del Comune (e quindi della collettività) ... per fortuna che nessuno ha ancora presentato il conto nonostante i ritardi, altrimenti paga pantalone!
- in merito ai costi delle opere, ho già detto che sarebbero stati paragonabili.
In ultimo: io sono uno dei pochi che usa il sottopasso a piedi. Mi piace camminare. Per questo mi permetto di dire che forse si dovevano sistemare una serie di cose utili ad una sua completa fruizione prima della sua fruizione. Sono convinto che il sottopasso sia sottovalorizzato e debba essere completata la rete ciclopedonale a suo servizio, servono correttivi per non perdere un’opera pubblica che esiste e per la quale si sono spesi soldi di tutti. Sono convinto che non sia facile risolvere il problema esistente nelle condizioni in cui oggi si trova il sito (urbanisticamente parlando). Sono, inoltre convinto che non ci sia altra soluzione per superare la IV Novembre, in altri punti, in maniera sicura ed economica se
non realizzando dei sovrappassi. Il tutto quando sarà il momento, ovviamente. Non ora, visto che non ci sono neppure le rotonde. Per ora teniamoci le code.
Mi annoia, infine, confrontarmi su questioni di piccola rivalsa. Ripeto che non è interesse di nessuno scoprire chi è il più bravo o il più cattivo. Abbiamo ognuno dei talenti, delle capacità e, per favore, mettiamoli a disposizione di tutti per garantirci un domani migliore. La prossima volta, spero di non dover rimandare oltre, il mio intervento sarà per qualcosa d’altro. In preparazione, infatti, c’è un articolo sulla situazione urbanistica a quasi tre anni dall’entrata in vigore del PGT.
Che sia la volta buona per mettere insieme delle proposte da presentare (insieme) all’amministrazione comunale affinché possa essere possibile far nascere un piano urbanistico veramente condiviso, veramente coerente con la realtà locale, finalmente semplice, inequivocabilmente chiaro ed esaustivo. Io mi auguro questo.
Sulla soglia, salutandoci senza rancore alcuno, io sono a disposizione, proponete e discutiamo di quello che Vi sembra importante o necessario. Per quello che posso metto le mie (poche) conoscenze a disposizione, sempre che il dialogo sia costruttivo. Basta accuse, basta polemiche. Costruiamo insieme un paese migliore per favore.
Saluti G. Gioia
Vorrei però evidenziare a questi signori che forse quanto scritto da loro risente ancora della cattiva digestione della sconfitta elettorale. Perché la sinistra multicolore cambia lo stemma, i colori, il nome, ma gli attori mai. Altro che cambiamento.
Digestione lenta la loro. Ma la nuova compagine se non altro partecipa. È già un buon fatto. Al di la delle battute, non vorrei entrare nel merito delle precisazioni perché, come ho già scritto, si finisce solo per alimentare inutili polemiche e battibecchi senza fine.
A me, per formazione, piace la concretezza delle cose. Quindi a tutti loro dico che non me ne importa molto di stare a fare caciara da cortile sul fatto che qualcuno (o quelli di loro che erano in maggioranza all’epoca) sia più o meno bravo, più o meno cattivo e così via.
Se vogliamo, insieme, parlare di cose utili alla comunità uboldese io sono a disposizione per un dibattito costruttivo. Se invece l’intenzione è solo quella di far parole per occupare spazio e farsi vedere ... che facciano da soli, ma direi, anche, per favore altrove.
A me non interessa colpevolizzare qualcuno di ciò che non va bene. Bisogna uscire da quest’ottica distorta. Per migliorare, tutti, si deve guardare avanti e risolvere i problemi, non continuamente tornarci sopra. Schiodatevi da questa posizione, proponete correttivi non difendete palesi storture.
E comunque, ma per l’ultima volta:
- l’opera a Busto è nelle medesime condizioni di Uboldo, ossia non è ancora collegata alla
viabilità;
- in merito alla capacità di denigrare penso non ci sia bisogno di ricordarVi la campagna
svolta ad personam dalla Vostra compagine allora unita in una cosa unica di sinistra;
- vi ricordo che si definisce “rete interconnessa” un insieme di punti localizzati nello spazio (urbano nel nostro caso) che sono tra loro comunicanti e non fatti episodici (la rete ciclopedonale ad Uboldo è una serie di fatti episodici) come quelli da Voi raccontati, certo che però se mi si dice che “piuttosto che niente è meglio piuttosto”, allora ...
concordo;
- le opere pubbliche competono all’area lavori pubblici e non all’urbanistica-edilizia privata
e direi che questo grossolano addebito di responsabilità al mio (all’epoca) assessorato è, come minimo, fuori luogo visto che al momento del progetto e dell’approvazione del sottopasso c’era un assessore, tecnico (un architetto), del CSU e, quindi, c’erano le competenze per verificare l’assenza di errori nelle procedure, inoltre mi permetto di ricordare che nonostante il diritto urbanistico sia una cosa abbastanza complessa, sappiamo benissimo che non si possono fare azioni di esproprio a piacimento, infatti, si può incappare nell’opposizione del cittadino espropriato che si vede sottratta la proprietà privata, ad esempio per rimediare ad errori che altri hanno compiuto; non si capirebbe, inoltre, come mai un neutrale (il Commissario) abbia lasciato tutto invariato ... e ad oggi si sia trovata la soluzione di compromesso (solo pedonale);
- sul compromesso che citate se ne potrebbero dire molte, basti pensare all’onere derivante dal mancato rispetto delle condizioni pattuite (e che voi omettete di dire) a carico del Comune (e quindi della collettività) ... per fortuna che nessuno ha ancora presentato il conto nonostante i ritardi, altrimenti paga pantalone!
- in merito ai costi delle opere, ho già detto che sarebbero stati paragonabili.
In ultimo: io sono uno dei pochi che usa il sottopasso a piedi. Mi piace camminare. Per questo mi permetto di dire che forse si dovevano sistemare una serie di cose utili ad una sua completa fruizione prima della sua fruizione. Sono convinto che il sottopasso sia sottovalorizzato e debba essere completata la rete ciclopedonale a suo servizio, servono correttivi per non perdere un’opera pubblica che esiste e per la quale si sono spesi soldi di tutti. Sono convinto che non sia facile risolvere il problema esistente nelle condizioni in cui oggi si trova il sito (urbanisticamente parlando). Sono, inoltre convinto che non ci sia altra soluzione per superare la IV Novembre, in altri punti, in maniera sicura ed economica se
non realizzando dei sovrappassi. Il tutto quando sarà il momento, ovviamente. Non ora, visto che non ci sono neppure le rotonde. Per ora teniamoci le code.
Mi annoia, infine, confrontarmi su questioni di piccola rivalsa. Ripeto che non è interesse di nessuno scoprire chi è il più bravo o il più cattivo. Abbiamo ognuno dei talenti, delle capacità e, per favore, mettiamoli a disposizione di tutti per garantirci un domani migliore. La prossima volta, spero di non dover rimandare oltre, il mio intervento sarà per qualcosa d’altro. In preparazione, infatti, c’è un articolo sulla situazione urbanistica a quasi tre anni dall’entrata in vigore del PGT.
Che sia la volta buona per mettere insieme delle proposte da presentare (insieme) all’amministrazione comunale affinché possa essere possibile far nascere un piano urbanistico veramente condiviso, veramente coerente con la realtà locale, finalmente semplice, inequivocabilmente chiaro ed esaustivo. Io mi auguro questo.
Sulla soglia, salutandoci senza rancore alcuno, io sono a disposizione, proponete e discutiamo di quello che Vi sembra importante o necessario. Per quello che posso metto le mie (poche) conoscenze a disposizione, sempre che il dialogo sia costruttivo. Basta accuse, basta polemiche. Costruiamo insieme un paese migliore per favore.
Saluti G. Gioia