Pensieri...
11/10/10 13:07
E’ da prima della pausa per le vacanze estive che gli amici mi dicevano “Hai letto gli articoli del Sig. Sindaco sul bilancio comunale?” e lo dicevano terminando la domanda con un sorriso ed io non capivo. Poi, spinto dalla curiosità, li ho letti: una noia mortale accompagnata però da alcune considerazioni che mi sembra giusto esternare previo un piccolo preambolo.
Non è che tutta questa spinta “democratica”, in un luogo ove questa è solo formalmente presente, altro non sia che una maldestro tentativo di giustificazione dell’immobilismo totale ed un sintomo di infantilismo piagnucoloso volto a cercare compassionevoli scuse del fatto di non essere più una speranza ma solo una deludente realtà?
Ma torniamo agli articoli. Ricordo che è stata forse questa amministrazione, durante la campagna elettorale, a farsi vanto di essere diversa, di voler gestire non con logiche di partito/potere ma come avrebbe fatto un buon padre di famiglia per poi dire ... il padre di famiglia era una enorme panzanata, la realtà comunale è una realtà aziendale con entrate, uscite, dipendenti (strano, non lo sapevano?) e quant’altro. Pertanto ... bisogna gestirla come tale. Ed io leggo l’articolo che parla di oneri di urbanizzazione non incassati, di I.C.I. con un gettito troppo basso rispetto agli altri paesi limitrofi, delle spese dell’amministrazione giornaliere citando ad esempio il costo attribuito al Sig. Sindaco.
Ma dai ..., ma per piacere. Se ragioniamo in termini cari all’amministrazione ossia quelli aziendali, non ci sarebbe altra strada che intervenire pesantemente sui responsabili di tali mancati incassi operando scelte drastiche ed ineluttabili. Lo stesso dicasi per gli introiti derivanti dall’I.C.I. chiedendomi la percentuale di incassato rispetto al dovuto, cercando di rendere appetibile il nostro territorio per le aziende al fine di aumentare il gettito e per ultimo, in quanto penso di essere stato già sin troppo prolisso, i costi “giornalieri” dell’amministrazione comunale. E proprio a loro, ai nostri amministratori, forse, nessuno ha insegnato che i costi (a prescindere dalla loro entità) si giustificano solo se riferiti a ricavi immediati o futuri. Ma nessuno di loro si rende conto che anche una minima somma spesa al di fuori dell’ottica della produzione del reddito volto al conseguimento di un utile è denaro buttato? Termino questo mio intervento con una pensiero non mio: “il male delle amministrazioni locali è che ragionano, per formarsi, più in base a rapporti di amicizia ed interessi che di competenze” ... parole sante ... parole sante. Peccato non essercene accorti prima.
Gino F
Non è che tutta questa spinta “democratica”, in un luogo ove questa è solo formalmente presente, altro non sia che una maldestro tentativo di giustificazione dell’immobilismo totale ed un sintomo di infantilismo piagnucoloso volto a cercare compassionevoli scuse del fatto di non essere più una speranza ma solo una deludente realtà?
Ma torniamo agli articoli. Ricordo che è stata forse questa amministrazione, durante la campagna elettorale, a farsi vanto di essere diversa, di voler gestire non con logiche di partito/potere ma come avrebbe fatto un buon padre di famiglia per poi dire ... il padre di famiglia era una enorme panzanata, la realtà comunale è una realtà aziendale con entrate, uscite, dipendenti (strano, non lo sapevano?) e quant’altro. Pertanto ... bisogna gestirla come tale. Ed io leggo l’articolo che parla di oneri di urbanizzazione non incassati, di I.C.I. con un gettito troppo basso rispetto agli altri paesi limitrofi, delle spese dell’amministrazione giornaliere citando ad esempio il costo attribuito al Sig. Sindaco.
Ma dai ..., ma per piacere. Se ragioniamo in termini cari all’amministrazione ossia quelli aziendali, non ci sarebbe altra strada che intervenire pesantemente sui responsabili di tali mancati incassi operando scelte drastiche ed ineluttabili. Lo stesso dicasi per gli introiti derivanti dall’I.C.I. chiedendomi la percentuale di incassato rispetto al dovuto, cercando di rendere appetibile il nostro territorio per le aziende al fine di aumentare il gettito e per ultimo, in quanto penso di essere stato già sin troppo prolisso, i costi “giornalieri” dell’amministrazione comunale. E proprio a loro, ai nostri amministratori, forse, nessuno ha insegnato che i costi (a prescindere dalla loro entità) si giustificano solo se riferiti a ricavi immediati o futuri. Ma nessuno di loro si rende conto che anche una minima somma spesa al di fuori dell’ottica della produzione del reddito volto al conseguimento di un utile è denaro buttato? Termino questo mio intervento con una pensiero non mio: “il male delle amministrazioni locali è che ragionano, per formarsi, più in base a rapporti di amicizia ed interessi che di competenze” ... parole sante ... parole sante. Peccato non essercene accorti prima.
Gino F